sabato 26 novembre 2016

La Consulta boccia i riformatori incapaci.

La Corte Costituzionale ha dichiarato illegittima la legge "Madia" di riforma della Pubblica Amministrazione. Ancorchè l'illegittimità sia soltanto parziale, si tratta di un colpo mortale al disegno del Governo Renzi che proprio in questi giorni si apprestava a varare i Decreti attuativi. Dovrà ricominciare dall'inizio (se ne avrà il tempo).


Dopo la pronuncia della Consulta, zelanti pretoriani di Renzi hanno immediatamente lanciato isteriche grida di dolore e mistificato la realtà (dicendo e scrivendo sciocchezze giuridiche condite con demagogia da quattro soldi irrorata da troppi quartini di vino). 

Ma, tutto sommato, questo ci può anche stare, specie considerando che siamo in piena campagna elettorale per il Referendum del prossimo 4 dicembre. Le esalazioni pestilenziali della propaganda possono facilmente nuocere al cervello di chi si lascia abbindolare dagli imbonitori.

Ciò che, invece, è inaccettabile è che, anche da parte di esponenti governativi, si manchi di rispetto alla Corte Costituzionale, alludendo ad essa come ad una "burocrazia soffocante" e accusandola di ostacolare il cambiamento. In realtà, la Corte fa semplicemente il suo mestiere che è quello di verificare la compatibilità delle leggi con la nostra Costituzione. Se le leggi sono scritte male, giustamente la Corte le censura. Non è sufficiente invocare il mantra del "cambiamento" per sorreggere leggi scritte con i piedi. La Corte non boccia le riforme a prescindere o per partito preso: boccia le riforme se sono scritte da (presunti) riformatori incapaci.

giovedì 17 novembre 2016

Hillary Clinton: l'immagine della sconfitta.

La batosta subita dai democratici USA (e non solo) alle elezioni presidenziali dell'8 novembre scorso ha avuto effetti devastanti, oltre che su milioni di cervelli che hanno iniziato a straparlare, anche sul linguaggio del corpo. Ecco Hillary Clinton dopo la sconfitta:


Una fotografia che vale più di mille parole.

sabato 12 novembre 2016

In Trump we trust

Nella corsa alla Casa Bianca Trump non ha sconfitto soltanto Hillary Clinton. Con la sua inattesa e pazzesca vittoria sono andate in frantumi la sicumera e la boria dei (cosiddetti) grandi mezzi di comunicazione allineati sul pensiero dominante, dei cantanti e degli artisti che mai in vita loro hanno detto qualcosa di non politicamente corretto, degli intellettuali conformisti e dai troppi padroni, dei radical-chic di tutte le Nazioni. Che adesso protestano con livore e violenza contro l'esito del voto popolare, in una grottesca rappresentazione di ciò che veramente pensano: il suffragio universale è (per loro) una iattura.


Ma non devono essere fermati. I Severgnini, i Furio Colombo, i DeNiro, le Lady Gaga, i teppisti di Portland e tutte le anime belle che adesso si indignano per l'esito delle libere elezioni americane devono assolutamente continuare a vomitare fiele e disprezzo sul popolo bue che ha eletto Trump. E le loro gesta devono essere ampiamente raccontate dai mezzi di informazione. Non esiste, infatti, miglior propellente per i cosiddetti populismi che percorrono l'America e l'Europa. Elezione dopo elezione (o referendum dopo referendum) il popolo bue, insultato e deriso, continuerà a presentare il conto ai (presunti) benpensanti..