giovedì 5 gennaio 2017

Ora e sempre Resistenza contro Trump (anche oltre il limite del ridicolo)

Resistere, resistere, resistere. Contro Donald Trump, ovviamente. E' questa la parola d'ordine (o il mantra) degli sconsolati sostenitori di Hillary Clinton, dei liberals statunitensi, dei politicamente corretti di tutte le Nazioni. E pazienza se ciò significa gettare nella spazzatura l'esito di libere elezioni. E pazienza anche se poi, a furia di resistere, si sconfina nel ridicolo.


Le comiche sono andate in onda già quando si è diffusa l'ipotesi che Andrea Bocelli avrebbe cantato nel corso della cerimonia di insediamento di Trump alla Presidenza, che si terrà il prossimo 20 gennaio a Washington. Tali e tanti sono stati gli strali (politcamente corretti, of course) lanciati contro il povero Bocelli da indurlo a rifiutare di esibirsi.

Ma l'apice del ridicolo è stato raggiunto con la questione dell'abito che la moglie di Trump, Melania, indosserà alla cerimonia di insediamento. Gli stilisti illuminati e vedovi inconsolabili della defunta Presidenza di Hillary Clinton si sono chiamati fuori da sè, proclamando che mai avrebbero "vestito" Melania Trump con una delle loro creazioni. Qualora poi vi fossero in giro dei traditori non politicamente orientati, e per maggior sicurezza, è anche sceso in campo il popolo dei liberals del mondo intero, ingiungendo a tutti gli stilisti di non concedere un proprio abito alla moglie di Trump. 

E' chiaro che, se questo è il livello degli argomenti con i quali gli avversari di Trump pensano di poterlo contrastare, allora il Presidente eletto può stare tranquillo almeno per tutti i prossimi quattro anni. Basterà una risata per seppellire le velleità di coloro che hanno perso le elezioni dello scorso mese di novembre e di tutti i loro supporters.